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Cosa accade al nostro Napoli?

Alla fine della dodicesima giornata di campionato, ed approfittando della pausa dedicata alle nazionali, vorrei fare alcune considerazioni.

Le considerazioni partono da una domanda ben precisa: quanti fra tifosi ed addetti ai lavori avrebbero scommesso prima della partenza della stagione, che il nostro Napoli si sarebbe trovato in classifica fuori dalla zona Europa e addirittura alle spalle dell’Atalanta?

Credo  che la risposta sia semplice e scontata: “nessuno”.

In molti si meravigliano di questa situazione ed affermano che è strano che il Napoli sia in questa posizione, ed elogiano la squadra per il bel gioco e per i numeri, possesso palla più alto di tutti, maggior numero di conclusioni in porta, maggior numero di passaggi.

Risultato 21 punti dopo 12 giornate e sesto posto fuori dalla zona coppe e dietro l’Atalanta.

E’ simpatico andare ad esaminare la  campagna acquisti ricchissima fatta dal Napoli e quella fatta dall’Atalanta. Noi avremmo fatto una campagna acquisti per primeggiare in campionato e per affrontare alla grande la Champions, mentre la squadra bergamasca una campagna acquisti per salvarsi o per fare un dignitosissimo campionato da centro classifica.

Non voglio affrontare il discorso fatturati, perché molto spesso si parla senza avere i dati corretti sull’argomento. Mi limito solo a farvi leggere la classifica dei fatturati apparsa su molti quotidiani, e lascio a voi le considerazioni del caso.

Fatturati -fonte nanopress.it

 

Con la ricca plusvalenza avuta dalla vendita di Higuain, il presidente ha speso tutto prendendo giocatori buoni e con tanta qualità, sperando di buttarci molto fumo negli occhi.

Purtroppo il fumo si è diradato e stanno venendo fuori tutti i limiti di una pessima gestione. Vorrei precisare che la gestione che critico è quella calcistica, poiché il buon De Laurentiis non è assolutamente preparato sull’argomento, ma ha l’arroganza di pensare di essere il più bravo fra i presidenti delle squadre calcistiche italiane e non. Inoltre critico la mancanza di una struttura aziendale inesistente (e tralascio la questione stadio).

L’attuale posizione è il frutto di questo modus operandi.

Mi auguro che Maurizio Sarri non si lasci trascinare e coinvolgere dal presidente nel fango. Purtroppo qualche accenno l’abbiamo già visto.

Invito il buon mister a continuare a lavorare come ha sempre fatto, perché noi tifosi siamo tutti con lui. Il campionato e la stagione sono appena cominciati e la strada è ancora lunga.

Proviamoci, crediamoci e sono certo che verremo premiati mister!

Il ruggito del direttore.

 

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