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Associazione Ciro Vive: Comunicato stampa

LA RADIAZZA – PAGINA UFFICIALE (fonte Facebook)
Calcio. Verdi. A pochi giorni dal compleanno di Ciro Esposito una docufiction andata in
onda su sky offende nuovamente lui e sua madre che lo ricorderà mercoledì 23
novembre
“A pochi giorni dal compleanno di Ciro Esposito che, mercoledì 23 novembre, avrebbe
festeggiato 32 anni, arriva un altro schiaffo alla sua memoria e alla verità di quel che
successe il giorno della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina quando alcuni
romanisti decisero di tendere un agguato ai tifosi del Napoli e, di fronte alla reazione di
alcuni di loro, Daniele De Santis estrasse la pistola e uccise il giovane di Scampia”.
Lo hanno detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Gianni
Simioli de La radiazza per i quali “ogni volta che si ricostruisce quel che accadde quel
giorno si torna sempre a fare gli stessi errori che, a questo punto, dopo aver visto
“Ultimo stadio” trasmessa da Sky, crediamo siano del tutto cercati e voluti”.
“Ancora una volta non si evidenzia lʼassoluta disorganizzazione delle forze dellʼordine e
il comportamento criminale di tifosi romanisti che non avevano nulla a che vedere con
quella partita e decisero di diventarne protagonisti con unʼaggressione premeditata”
hanno aggiunto Borrelli e Simioli per i quali “non è così che si onora la memoria di Ciro e
si rispetta la mamma, Antonella Leardi, che, sin dal giorno dellʼomicidio, non ha fatto
altro che parlare di amore e rispetto, rifiutando parole di violenza e rabbia, come
confermerà anche nel corso del ricordo organizzato per il giorno del suo compleanno”.
Durissimo anche il commento di Francesco Molaro, direttore di tuttonapoli.net, per il
quale “il Docufilm su Ciro Esposito andato in onda su Sky ancora una volta punta l’indice
sui napoletani. Sicuramente curato nei particolari per le immagini, le scene riprese da
telecamere che non conoscevamo e di un buon impatto visivo, resta però l’ennesimo
SputtaNapoli con immagini cercate ad hoc per condannare una tifoseria e una città. I
primi piani su Genny a Carogna e sulle scorribande, sicuramente condannabili, degli
ultras del Napoli sembrano puntare verso un giudizio sommario della cosa. Non
crediamo che gli ultras della Fiorentina o quelli della Roma,che con quella finale non
c’entravano proprio, siano dei santi. Inutile far vedere poi i fischi all’inno ad esempio.
Sembra si voglia condannare sempre “questi partenopei”. Poco si dice che le forze
dell’ordine non erano pronte all’evento e che ci fu una disorganizzazione totale nella
gestione della viabilità e dell’afflusso allo stadio. Inoltre che degli ultras della Roma
avevano sparato, ripeto sparato a dei tifosi del Napoli quasi non esiste traccia. Si sente
solo una radio della polizia che dice che la persona che ha sparato è in un vivaio. Non si
parla dell’aggressione da parte dei romanisti ad un bus di tifosi napoletani e del fatto
che Ciro provi a difendere questi napoletani. Far sentire poi solo i tifosi della Fiorentina
che poi alla fine della partita gridano “Vesuvio lavali col fuoco” è veramente assurdo!
Bocciato in toto o quasi”.

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