Connect
To Top

L’industria del calcio!

Tutti noi, appassionati, sportivi, tifosi o semplici telespettatori, consideriamo il calcio come uno sport, un bellissimo sport che ci fa piangere, sorridere, gridare di gioia o disperazione, che ci regala una settimana fantastica se la nostra squadra ha vinto o una settimana pessima se la nostra squadra del cuore ha perso, che ci fa rovinare rapporti in famiglia, che ci fa passare serate in compagnia di amici, che ci incolla allo schermo quando ci sono le grandi sfide internazionali mentre le nostre compagne ci vorrebbero al cinema o a teatro.

Ricordo, quando ero ragazzino, che il calcio era un ingrediente come qualsiasi altro della  vita familiare, che iniziava  la domenica pomeriggio, alle tre, rigorosamente per radio, passava poi rapidamente attraverso 90° minuto alle 18.00, e per i più appassionati terminava con  il secondo di una partita a caso alle 19.00 e la Domenica Sportiva. Solo anni più tardi furono realizzate trasmissioni sportive anche i giorni successivi a livello nazionale o locale.

Noi non siamo cambiati, semmai siamo cresciuti, invecchiati, ma abbiamo la stessa passione e lo stesso attaccamento alla maglia, ma il mondo che ci circonda ed anche il mondo del calcio è cambiato radicalmente, perchè da sport della domenica pomeriggio, si è trasformato nella terza industria del paese per fatturato, con partite praticamente tutti i giorni e ad orari improponibili per andare incontro alle esigenze delle tv, dei cinesi, dei russi, senza curarsi minimamente dei veri tifosi e di quelli che vanno allo stadio. Anzi ci sono Presidenti, che vorrebbero sempre più ridurre i posti disponibili negli stadi, visto che ormai gli introiti del botteghino sono marginali nel fatturato di una squadra, che vorrebbero Superleghe transnazionali dove sostituire il Chievo o il Benevento di turno con i vari Real Madrid, Bayern Monaco o Manchester United, solo per incrementare il fatturato o la spettacolarità di una industria, distruggendo sentimenti e passioni che sono propri di uno sport. C’è poi ancora qualche Presidente che chiede la riduzione delle squadre in Campionato e il blocco o quasi delle retrocessioni per potersi concentrare sui ben più lauti compensi che si otterrebbero dalla partecipazione alle competizioni internazionali.

Ben inteso, sono tutte richieste lecite, comprensibili e condivisibili, se considerassimo giustamente il Gioco del Calcio una industria, ma noi siamo degli inguaribili romantici, consideriamo ancora il Calcio uno sport, e vorremmo vedere tutte le partite in tv in contemporanea alle 15.00 della domenica con un posticipo o anticipo la sera, vorremmo rivedere le vecchie bandiere che amano la maglia della propria città e che la onorano quotidianamente, l’ultimo sarà Totti probabilmente,  vorremmo vedere ingaggi o stipendi non faraonici ma rispettosi della situazione economica del nostro Paese, vorremmo Presidenti imprenditori italiani, che investono nella squadra della propria città e nei settori giovanili, vorremmo procuratori sportivi regolamentati da una legge e calciatori rispettosi dei contratti stipulati.

Ora nei prossimi mesi imperverserà il Calciomercato, quando ero ragazzino mi appassionavo, oggi non ci vado più appresso perchè dura troppo tempo e perchè è una continua smentita.

Scusate la divagazione, per un momento pensavo di essere tornato agli anni’70, dove ancora era lecito sognare.

 

Gianluca di Lauro

 

0saves
If you enjoyed this post, please consider leaving a comment or subscribing to the RSS feed to have future articles delivered to your feed reader.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

More in News