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Il mercato del Napoli, della Roma e la Juve

di Guglielmo Nappi – caporedattore “Leggo”

Faccio una considerazione sull’infinita sessione di calciomercato che ci ha, purtroppo, accompagnato per tutta l’estate. Oggi sui giornali si tracciano bilanci e si cerca di capire chi si è rinforzato davvero in attesa, ovviamente, che il campo smentisca dotte analisi. Io, quindi, mi limito ad analizzare i numeri che riguardano Juve, Roma e Napoli, le prime tre classificate dello scorso campionato.
Logica vorrebbe che chi insegue debba investire per ridurre il gap da chi vince, ma la realtà è un’altra.
La Juve chiude la sessione di calciomercato in rosso di 23,8 milioni (146,7 di uscite e 122,9 di entrate ). Doloroso l’addio di Bonucci, ma è difficile sostenere che, con tutti i pezzi pregiati tenuti (leggi Higuain e soprattutto Dybala), la squadra quest’anno con Matuidi, Douglas Costa, Sczesny, Bernardeschi e c. non sia più forte.
La Roma, che come il Napoli, aveva l’obbligo di rinforzarsi, chiude il mercato con un saldo attivo di 20,7 milioni (114.25 entrate e 93,55 uscite). Al di là delle considerazioni sugli obblighi di bilancio, restano le cessioni pesantissime di Salah e Rudiger, non a caso andati in Premier, con il primo in particolare determinante per il suo contributo di gol e assist per Dzeko. Schick può essere anche un acquisto devastante, ma è un prospetto non una certezza. E c’è l’incognita guida tecnica con una città che storicamente concede poco tempo.
Il Napoli, che si è mosso ancora meno, registra un saldo attivo di 13 milioni di euro (32 milioni di entrate e 19 scarsi di uscite). La cessione di Zapata, valutato quasi la metà di Salah, è un capolavoro di Giuntoli ma nulla aggiunge alla Sarri band. Inglese è un’operazione che non incide sulla rosa 17/18 e infatti non è stata conteggiata. I grandi buchi della rosa restano, quindi, dall’assenza di vice Callejon e Hysaj alla mancanza di un centrocampista fisico alla Matic. L’acquisto vero è Milik, ma il Napoli è davvero più forte?
Le analisi tecniche possono ora prendere qualsiasi direzione, ma mi sembra che di fondo resti un dato. Come hanno fatto i cinesi made in Milano, De Laurentiis e Pallotta avevano il dovere di investire per dare più forza al sogno di due città che vivono di calcio. Così non è stato. L’unica strada è quella di chiedere un capolavoro a Sarri e Di Francesco. Magari accadrà, ma se non fosse così, sappiamo di chi è stata la colpa. E una Juve così vicina alle due grandi del Centro-Sud non c’era mai stata

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