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Arbitro Mazzoleni lascia il calcio e …

Un essere vivente di nome Mazzoleni …

L’arbitro che tutti i napoletani non dimenticheranno mai, e che risponde al nome di Paolo Silvio Mazzoleni, lascia il calcio e rilascia una lunga intervista all’Eco di Bergamo (ricordiamo Bergamo sua città Natale), sulla sua attività.

Preferiamo non esprimere nessun parere. Potrebbe essere pericoloso esprimersi su questo essere vivente. Vi riportiamo l’intervista e lasciamo a tutti voi le giuste e dovute considerazioni.

Ibrahimovic è il giocatore più forte che abbia visto su un campo, dava la sensazione di poter vincere le partite da solo. Messi rappresenta il talento, Cristiano Ronaldo lo considero una macchina perfetta. Zanetti e De Rossi sono i più carismatici, Hamsik quello meno sopportabile. I rapporti migliori li ho avuti con quelli di personalità come De Rossi, Bonucci, Zanetti, Diamanti, Gattuso e Stankovic.

Sulla Supercoppa italiana giocata a Pechino l’11 agosto 2012 (Juventus-Napoli 4-2):

Non presi nessuna decisione sbagliata, quel rosso a Pandev fu figlio della segnalazione di un assistente, Stefani, che poi fece anche la finale dei Mondiali in Brasile con Rizzoli. Il rosso a Koulibaly in questa stagione? Una decisione che nessuno può contestare perché prevista dal regolamento. I buu razzisti sono di competenza delle autorità, non dell’arbitro.

Poi svela l’errore per il quale si rammarica ancora: Uno degli errori che più mi tormentano è un rigore in Juventus-Genoa: lo fischio, chiedo aiuto ai leader in campo, Del Piero, che ha subìto il fallo, giura che era in area, i genoani sostengono il contrario. Io l’ho visto in area: rigore. La sera vedo le immagini: fuori area di un metro. Bene: oggi, con il VAR, a quell’errore si sarebbe rimediato in pochi secondi. Perché gli arbitri ambiscono alla trasparenza, non esistono trame per far vincere questo o quello. L’arbitro è un uomo, in quanto tale capita che sbagli. Io prima di una gara non ero mai teso, dopo trovavo pace guardandomi allo specchio e guardando dentro me stesso, prima di coricarmi. Lì ho sempre trovato la serenità.

Sul VAR: Il VAR è un vantaggio per tutti, a qualsiasi arbitro lei lo chieda si sentirà rispondere: adesso farne a meno sarebbe un gran problema. Tutti ne sollecitano l’introduzione. Il nostro futuro sarà anche questo: aiutare gli arbitri all’estero, formandoli all’utilizzo della tecnologia. Mi hanno chiesto di dare una mano, so che quella è una via preziosa per aiutare i giovani sul campo. Dato che mi vedo ancora in questo ambiente, perché no.



 

 

 

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