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…è arrivato il momento di dire basta!

Maria Puddu ?

“Ciro vive”

Un anno fa era ancora in corso il processo per l’omicidio di Ciro Esposito tifoso del Napoli. Solo in data 8/4/2019 uscì la sentenza che condannava il De Santis a 16 anni. Con la seguente formula “Come sottolineano ancora i giudici romani, non si può profilare la legittima difesa per De Santis visto che «si trovava a fronteggiare un gruppetto sparuto», quello di cui faceva parte Ciro, di tifosi disarmati e a mani nude, là dove egli era, al contrario, l’unico ad avere la disponibilità di una pistola». Inoltre, rilancia ancora la Cassazione il condannato «aveva posto in essere le condizioni obiettive che portavano allo scontro. Aveva provocato una situazione di pericolo, scagliando oggetti contro il pullman dei tifosi napoletani, mettendo in conto una possibile reazione e creando così una condizione obiettiva di pericolo». Da ultimo, dopo l’azione dimostrativa l’uso dell’arma fu posto in essere in maniera deliberata: «De Santis non si servì della pistola per dissuadere i soggetti che si avvicinavano. Né la mostrò o sparò in aria nell’esclusivo tentativo di intimorirli. Sparò cinque volte; ripetutamente e ad altezza d’uomo» dunque per uccidere il suo “aggressore”.
Una morte assurda, una vita spezzata, una famiglia distrutta ed ancora oggi c’è chi a distanza di 4 anni e mezzo con giochetti sporchi raggira le figure dei genitori del de cuius Esposito per approvvigionarsi di soldi non autorizzati dai genitori stessi per organizzazione di manifestazioni, vendita di gadget, libri, e tanto altro ancora.
Gli italiani, i partenopei, i tifosi in genere però continuano a puntare il dito nelle figure di due genitori che sono distrutti dal dolore e che hanno perso oltre il figlio, la pace anche il lavoro perchè mamma Antonella Leardiormai lavora a singhiozzi,e papà Giovanni Esposito pian piano a piccoli sforzi è ritornato a riprendere il suo lavoro nonostante la sua disabilità fisica che si è marcata di più vista la grave perdita. Però è più facile dire si sono fatti i soldi con la morte del figlio senza essere testimoni di nulla ma solo di chiacchiere e di male lingue che ne approfittano della disgrazia.
Le istituzioni in genere della famiglia Esposito e soprattutto del messaggio di mamma Antonella Leardi l’hanno già dimenticato da tempo. A me viene di porgermi delle domande a cui sicuramente avrò risposte di circostanza che non mi serviranno ed invito a chiunque voglia darmi tali risposte eviti di farlo onde evitare un messaggio di ringraziamento uscendo fuori dal linguaggio consono ad una persona perbene quale mi ritengo. La volontà di combattere la violenza. l’odio, la criminalità e l’illegalità c’è solo a chiacchiere o a fatti? La mia risposta personale? Non c’è volontà da parte di nessuno E vi dico anche il perchè.
Perchè alle istituzioni (Comune, regione, ex province, governo) da parte della comunità europea arrivano i fondi per le associazioni, fondazioni comitati (che ovviamente appartengono al sistema corrotto istituzionale) per sensibilizzare ad ogni forma di violenza, odio, illegalità, mafia camorra e criminalità.
Perchè mamma Antonella non è un punto di riferimento della lotta alla violenza sportiva e quindi secondo il mio modesto parere ad ogni manifestazione sportiva dovrebbe essere invitata e farle rilasciare il messaggio che da quel doloroso 3 maggio 2014 ha rilasciato nell’immediatezza? Antonella da fastidio per tanti buoni motivi. 1) IL FIGLIO L’HA AMMAZZATO DE SANTIS PERCHè ARMATO MA A DE SANTIS L’HA ARMATO LO STATO 2) NON SI E’ MAI VOLUTO INDAGARE SUI COMPLICI DI DE SANTIS COME MAI? 3) NESSUNO VUOLE ANDARE OLTRE

La famiglia Esposito è una famiglia perbene perchè se vi fosti imbattuti in una famiglia napoletana di ceto sociale medio basso (come li chiamate comunemente vaiasse) oggi stareste vedendo i sorci rossi tutti istituzione e non
La famiglia Esposito hanno perso un figlio e null’altro ha senso, anche la gioia di un nipote che porta il nome dello zio Ciro
La famiglia Esposito ha perso il lavoro, è in una situazione economica di medio basso, ma va avanti senza aiuto di nessuno e con tanta umiltà senza aver chiesto nulla
La famiglia Esposito per portare avanti il buon nome del figlio Ciro un giovane di 29 anni che aveva ancora una vita innanzi a lui e che la sottoscritta non avrebbe mai voluto conoscerli (vista l’occasione) si sono indebitati per fondare un’associazione e portare avanti tanti progetti nel nome del figlio
La famiglia Esposito potrei dire tanto altro, ma vi dico solo una cosa NON E’ SOLA ED OGGI STA APRENDO GLI OCCHI E SI DIFENDERA’
Troppa gente si è preso gioco di loro perchè sono troppo buoni è arrivato il momento di dire BASTA

 



 

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