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CASTELLACCI: “LA RESPONSABILITÀ DEVE ESSERE CONDIVISA”

di Carmine D’Argenio

 

Il professor Enrico Castellacci, presidente L.A.M.I.C.A, associazione medici italiani di calcio ed ex responsabile medico della Nazionale italiana di calcio, si é espresso a proposito delle responsabilità in capo al medico sociale sulla ripresa degli allenamenti di calcio:
“Il ritiro blindato di 90 giorni certo ridurrebbe notevolmente il rischio contagio per tutti i calciatori, ma è faticoso pensare di tenere ancora chiuso qualcuno per oltremodo così tanto tempo. E’ come se obbligassimo ancora oggi i cittadini a restare chiusi in casa. Più probabile un ritiro da 15 giorni, con atleti e staff negativizzati. Non è evidentemente un problema dei medici, sarebbe l’ Aic stessa ad opporsi. Quanto a noi medici, invece, l’errore che si fa è confondere tra quelli nominati dalle leghe in loro rappresentanza, e quelli dell’ associazione medici del calcio: non bisogna mischiare le due rappresentanze. È paradossale che se il responsabile unico è il medico sociale, come voluto dal ministero dello Sport in testa; e la Lega ha ratificato tale volontà, la nostra associazione  – che è l’unica a non essere stata chiamata in causa pur essendo il primo imputato – non potrà mai firmarla. Ci vuole assunsione di responsabilità condivisa, visto che i medici fanno parte di una società, e se non vengono messi in condizione, come fanno a lavorare? Se ci sono centri dove non c’è possibilità di camere e docce singole e separate, la colpa di chi è?” Questi i maggiori interrogativi per cui i medici sportivi soprattutto in serie B, dove le tutele cominciano ad andare a scendere, stanno facendo pervenire – come infine rivelato dallo stesso Castellacci – tutte le lettere dimissorie.

 



 

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